Laura Perego, Psicologo Porta Romana, Milano Adulti
Le immagini hanno un potere evocativo che facilita l’apertura e il racconto di sé. Le immagini diventano, nel percorso di sostegno psicologico, un linguaggio simbolico con cui parlare dei propri contenuti intrapsichici e lavorare creativamente su di essi. I metodi a mediazione di immagini sono adatti a chiunque senta come proprio il linguaggio delle immagini e voglia ascoltare il proprio desiderio di cambiamento. I metodi attivi e lo psicodramma facilitano l’osservazione di sé anche dal punto di vista dell’azione, del linguaggio corporeo e non verbale.

Adolescenti
I metodi attivi e a mediazione d’immagine rappresentano la possibilità, per gli adolescenti, di avvicinarsi ad un percorso di sostegno psicologico rispettando i propri tempi per l’espressione dei propri vissuti. Le fotografie e gli spezzoni cinematografici permettono infatti di esprimere i propri contenuti emotivi senza parlare di sé mettendo al centro dell’attenzione le vicende e i personaggi del film o delle fotografie. Le immagini fotografiche prodotte dall’adolescente stesso rappresentano un modo alternativo alle parole di esprimere i propri contenuti emotivi. La messa in scena psicodrammatica è in grado di coinvolgere anche il corpo ed il movimento nel racconto di sé e nel percorso di costruzione della propria identità (corporea, psicologica, emotiva e sociale). Lo scopo è far cadere i falsi sé che spesso sono costruiti come difesa rafforzando e rendendo capace d’agire le parti più autentiche.

Bambini
Per i bambini si propongono attività con oggetti mediatori quali le marionette. Grazie all’identificazione con le marionette e le storie che sviluppano, i bambini ripropongono attraverso il linguaggio della narrazione fiabesca le esperienze vissute positive o negative oppure esperienze non ancora vissute che sperano di poter vivere o temono. Attraverso il gioco con le marionette accompagnato da uno psicologo il bambino riuscirà a trovare le sue risposte creative e a interiorizzare strumenti psichici che lo sosterranno durante lo sviluppo rafforzando le potenzialità ancora inespresse e la capacità di trovare il “proprio posto” sia nella famiglia che nel mondo delle relazioni scolastiche e amicali.

Laura Perego, Psicologo Porta Romana, Milano Anziani
Una minor mobilità negli anziani non pregiudica la possibilità di utilizzare tecniche attive, ma esse sono modulate secondo le necessità di ognuno. Negli anziani con deterioramento cognitivo le fotografie sono utilizzate in modo particolare per la stimolazione cognitiva della memoria autobiografica ovvero dei ricordi personali sia passati che recenti. Rafforzare i ricordi autobiografici significa rallentare la perdita dei ricordi più densi di emotività personale la cui perdita, in patologie come l’Alzheimer o la Demenza senile, porta le maggiori sofferenze sia per il malato sia per coloro che gli stanno vicino.